Giovanni Andrea Fancellu

Sono nato il 21/07/1988 a Livorno e ad appena 5 giorni sono stato portato sull’isola di Gorgona, una piccolissima Isola dell’arcipelago toscano che fa da Carcere, dove ci lavoravano sia mia Mamma, in qualità di Medico che mio Padre in qualità di comandante della polizia Penitenziaria.

Sull’Isola cresco affiancato da due bellissimi pastori tedeschi, figli di due cani antidroga della guardia di Finanza di Livorno.

Questi cani sono stati regalati per compagnia e non per utilizzarli per il lavoro oltre tutto né mio padre né mia madre hanno mai avuto esperienze prima di allora per quanto riguarda i cani.

Questa è stata sicuramente una fortuna perché ho avuto modo di crescere insieme a due cani liberi e senza particolari addestramenti, solo con le regole dettate dai miei genitori per una serena convivenza.

Ma nonostante il fatto che non erano addestrati i cani si erano assegnati da soli un lavoro da svolgere, proteggere me, ed entrambi lo svolgevano in due maniere totalmente diverse, a rispecchiare i diversi caratteri delle sorelle.

Parlando in termini umani, Nita era la più emotiva e la più sentimentale e dimostrava la sua protezione stando con me 24h su 24 e scortandomi ovunque io andassi, ma lei era un cane molto docile e mai ha mostrato segni di aggressività nei confronti di conspecifici tanto meno nei confronti delle persone. Semplicemente lei mi proteggeva con la sua presenza.

Salina, la sorella, invece era la più “lupo”; lei era un vero e proprio cane da difesa pertanto bisognava stare attenti perché questa difesa la faceva con i denti.

Insomma due sorelle con due caratteri totalmente diversi che hanno accompagnato la mia crescita dagli 0 ai 14 anni… dopo di che a breve distanza l’una dall’altra mi hanno salutato… anche se dall’alto, in qualche comoda e soffice nuvola sono sicuro che sono lì che mi osservano e mi proteggono proprio come facevano quando erano sulla terra ferma.

Ma andiamo avanti veloce nel tempo.

Nel 2006 mio padre va in pensione e mia mamma esercita la professione di Medico soltanto a Livorno pertanto a Gorgona non torniamo più.
E nel 2011 inizio a vivere da solo.

Da quell’esperienza non ho più avuto cani e in un certo verso, anche se sembra brutto dirlo, mi sono anche dimenticato come era vivere con loro ma capitemi, quando se ne sono andate io avevo 14 anni e per quanto avessi voluto non avevo la testa di ora per capire certe cose.
Anzi a dirla tutta… quasi lo odiavo vivere con i cani perché mia madre, che abita in un appartamento al terzo piano di un condominio, i cani li ha riavuti.
Nell’ordine uno yorkshire, un breton e un altro yorkshire tutti presi dal canile.

Nell’ordine, il primo yorkshire era uno squalo tigre, un assassino addestrato ad uccidere, un criminale, insomma avete capito il genere.

Il Breton era un cane trovato dentro un cassonetto della spazzatura con la mandibola rotta e una zampa spezzata in due.
Aveva si e no un anno e il primo veterinario che lo visitò gli diete pochi giorni di vita a causa dei molteplici traumi subiti. Di chi era la colpa di tutti quei traumi era semplice capirlo, era un cane totalmente terrorizzato di ogni persona incontrasse. I primi giorni come entrava una persona che non era mia mamma si faceva la pipì addosso.
Morale della favola, alla faccia, anzi alla salute, di chi lo ha picchiato e abbandonato, Lucky (questo era il suo nome) è morto all’età di 18 anni e fino a pochi giorni prima correva come un fulmine (più o meno) dietro le mie labrador!

Il terzo Yorkshire, attualmente sempre in vita e sempre al fianco di mia mamma, i suoi primi anni di vita li ha passati vivendo insieme ad altri 14 suoi simili all’interno di un bagno di una signora non proprio normale.
Li i cani mangiavano e soprattutto facevano i bisogni.
Successivamente, fortunatamente, sequestrati e assegnati a vari proprietari.

All’interno del sito vi racconterò con più precisione le loro storie.

Torniamo a me.
Stavo dicendo che sono andato a vivere da solo e senza cani.

Gli anni passavano e sentivo che dentro di me, ogni volta che vedevo un cane, c’era una scintilla che partiva e che cercava di dar fuoco a qualcosa che ancora non avevo capito cosa fosse… ma la sensazione di “capire” cosa sta dicendo in un determinato momento un cane o il fatto di entrarci in empatia, l’ho sempre avuta.

Altro salto temporale e arriviamo al 2012, esattamente il 26/12/2012, Santo Stefano, il giorno dopo Natale. Durante una normale uscita post pranzi e cene natalizi, girovagando in macchina senza una meta certa, mi viene un’idea, voglio prendere un cane. Eh facile direte voi, ma io non avevo idea di come si “prendeva” un cane, cosi decido di farlo nel modo più semplice di tutti… apro “subito.it” e scrivo “cucciolo di golden retriever” (sul perchè della razza ve lo dirò in seguito all’interno del sito).

Per farvela breve, lo stesso giorno, circa 2 ore dopo, torno a casa con un batuffolo di pelo bianco in mano. a distanza di 10 anni era tornato un cane accanto a me, era arrivato Rio.
Che bello avere di nuovo un cane in casa, un emozione unica. Vederlo girare con quel passo poco stabile e un po’ goffo tipico del golden, per scoprire posti nuovi.
Ma, cosa si fa con un cane? Da piccolo quando ero sull’isola non mi ponevo la domanda perché i cani erano liberi di fare i cani, niente guinzagli, niente giornate chiusi in casa, niente passeggiate in mezzo al traffico.
I cani erano liberi di fare tutto ciò che volevano e che la loro indole  e il loro carattere diceva loro di fare.

Ma adesso? A Livorno? In città?
Veramente volevo che il futuro del mio cane fosse fare delle passeggiate legato al guinzaglio ?  E quando si sarebbe potuto comportare da cane se lo tenevo sempre legato o comunque se non gli concedevo degli spazi per lui?

Queste erano solo alcune delle domande che mi sono posto inizialmente perché io si volevo un cane ma volevo anche che il mio cane si potesse comportare da cane sfogando tutto quello che era il suo istinto.
Da questi pensieri, uniti al fatto che sono sempre stato un volontario di protezione civile specializzato nella ricerca dispersi, la decisione di iscrivere me e lui a un corso per unità cinofile per la ricerca di persone disperse.
Ma anche di questo parleremo più nello specifico all’interno del sito.

Da lì il passo per iniziare a collaborare insieme, fianco a fianco, è stato brevissimo.
A distanza di 3 mesi di età abbiamo iniziato il percorso di formazione per unità cinofile da soccorso e 2 anni dopo ci siamo brevettati.
Ad oggi abbiamo alle spalle una quindicina di ricerche svolte più o meno in tutta la regione e un evento fuori regione, al quale ho partecipato senza di lui, il terremoto di Amatrice.

Successivamente si sono unite al branco anche Zoe e due anni dopo Nita, due Labrador retriever.

Due labrador molto simili tra di loro ma con due caratteri totalmente differenti che mi hanno aiutato a crescere e a farmi sempre più una cultura su diversi tipi di cani.

Nel frattempo per varie vicissitudini mi sono messo in proprio come nucleo di ricerca persone e, appoggiato dalla Misericordia di Antignano, in provincia di Livorno, ho aperto il mio gruppo cinofilo.

Grazie al gruppo ho maturato tanta esperienza perché ogni componente ha un cane di razza diversa e ognuno ha un rapporto diverso con il proprio cane.
Si parte da un cocker, un border collie, un meticcio di pastore maremmano, un meticcio di Labrador, un cane Lupo Cecoslovacco e un german pinscher.
Ognuno di loro ha riempito il mio bagaglio di conoscenza creato con la partecipazione ad oltre 30 stage e 3 corsi.
Oltre alla collaborazione e all’insegnamento di alcuni tra i più qualificati e bravi istruttori per cani da Soccorso.

Questa mia passione mi ha permesso di assorbire come una spugna ad ogni stage stando incollato alla recinsione e guardando ogni singolo cane e ascoltando ogni parola detta.

Oltre alla specializzazione nei cani da ricerca sono anche Master Allevatore Cinofilo Enci.


ARIANNA FORMICOLA

La mia storia d’amore con i cani inizia da piccolissima, quando, per farmi smettere di piangere, mio padre mi prendeva in braccio e mi faceva guardare dalla finestra il cocker spaniel dei nostri vicini: Toto.
Loro mi raccontano sempre che appena lo vedevo sul mio viso spuntava un enorme sorriso e per i dieci minuti successivi potevano rilassarsi, poi subito dopo dovevano riportarmi a vedere il cane ma questi sono solo dettagli… ma se Toto non c’era erano cavoli amari!

Questo mio grande amore si è poi concretizzato quando mio padre, come compagno di caccia, portò a casa un bellissimo e vivacissimo cucciolo di springer spaniel bianco fegato: Rinti.
Rinti è stato per me un grandissimo compagno di vita, mi ha accompagnata dai miei quattro anni ai miei diciotto, e dopodiché, all’età di quasi 15 anni, si è spento, ma resta tutt’ora il mio più grande maestro che mi guida da lassù, un po’ come fa una stella cometa.

Ma torniamo indietro di qualche anno…
…all’età di 15 anni, dopo anni di richieste per avere un cane completamente mio, è arrivato Biagio, un cocker spaniel fulvo.

E’ stato poi lui a tutti gli effetti ad aprirmi le porte della cinofoll…ehm.. volevo dire.. cinofilia.. non più come amatrice, ma come protagonista attiva di un percorso.
Infatti, dopo aver frequentato per anni solo corsi di educazione di base e avanzata, all’età dei suoi due anni e mezzo, scoprii che nel paese vicino al mio erano aperte le iscrizioni per diventare unità cinofile da soccorso.
Da quel giorno il mio cane non è più stato soltanto il mio compagno di vita, ma anche il mio fidato collega.

Dopo aver partecipato a stage ed esercitazioni nel settore della ricerca dispersi ed aver aggiunto qualche conoscenza in più al mio ancor piccolo bagaglio delle esperienze, un anno è mezzo fa è arrivata la mia tanto attesa border collie di linea da lavoro: Gin Tonic.


Anche lei è parte attiva del nostro nucleo cinofilo da soccorso, ed è in formazione per la ricerca delle persone disperse sia in superficie sia su macerie.